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Ripresa del Corso di introduzione al restauro.

Dopo oltre due mesi di inattività a causa dell’incombente  pandemia  del Covid -19 il Corso di Restauro organizzato dal Gatc, con l'approvazione del Direttore Flavio Enei, riprende nei locali del Centro Studi Marittimi del Castello di Santa Severa.

Le restauratrici Elisabetta Bianchi e Gaia Biondini, al fine di facilitare la progressiva ripresa delle attività  didattiche previste, hanno invitato i  frequentatori a mettere alla prova la propria manualità e  di dar sfogo alla propria fantasia,  modellando modesti pani d’argilla  senza alcun ausilio meccanico (tornio o stampi).

La tecnica di lavoro proposta è stata quella del cosiddetto “colombino” utilizzata  sin dai tempi arcaici  e comunque prima dell’introduzione,da parte dei greci, del tornio che ha reso possibile modellare in tempi rapidi e con particolare cura un piccolo blocco di argillafino a ricavarne oggetti d’arredamento, contenitori di liquidi e solidi e quant’altro utile nell’uso quotidiano.

La tecnica del modellamento a "colombino" consiste nel sovrapporre su una base in modo progressivo una serie di  colombini, specie di “bigoli o salamini”, di diametro e lunghezza commisurata all’oggetto da realizzare  e saldarli tra loro con una opportuna  pressione delle dita.

I frequentatori del Corso hanno accolto la novità con evidente interesse ed impegno tanto da riuscire a modellare piccole quantità d’argilla in varie forme suggerite dalla propria fantasia, in particolare cestini, piatti e piccoli contenitori, scoprendo ciascuno di essi  inaspettate doti di ceramisti e nel contempo di apprezzare  la delicatezza e duttilità del materiale utilizzato.

La non disponibilità all’interno del laboratorio di un piccolo forno in grado di generare una temperatura prossima ai 1000 gradi ha ovviamente condizionato il passaggio ad una prima cottura degli oggetti realizzati (i cosiddetti biscotti) e successivamente di proseguire nella fase di decorazione e quindi di nuova cottura.

Non è comunque detto  che in un prossimo futuro  la citata dotazione non possa  rientrare nelle disponibilità del laboratorio,  in modo da aggiungere alla consueta attività di restauro anche quella di realizzazione di oggetti. Portata a termine questa particolare e piacevole iniziativa, il Corso ha ripreso le attività programmate fornendo  nozioni teoriche e pratiche attinenti il lavoro di restauro dei reperti archeologici disponibili.Attività quest’ultima condotta con l’avvertenza di far lavorare ciascun operatore in modo autonomo su un solo oggetto e una adeguata separazione dagli altri per garantire un clima di sicurezza anti covid-19. 

Adottando queste modalità ogni singolo operatore dovrà occuparsi di svolgere autonomamente tutti i passaggi di intervento previsti (in base alla topologia del manufatto) quali:pulitura, consolidamento (ove necessiti), stuccatura sottosquadro e reintegrazione pittorica a tono e sottotono. Abilità queste che a partire dal mese di settembre, con  l’avvio  della campagna di scavo archeologico sul sito di Castrum Novum, ciascun operatore potrà sperimentare sul campo attuando  operazioni di primo intervento sui reperti che si spera siano riportati alla luce dagli archeologi.

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Elisabetta Bianchi, Gaia Biondini, Pierluigi Saladini

Luglio 2020