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Estratto da "Pyrgi sommersa"

"Considerazioni conclusive e appunti per future ricerche"

di Flavio Enei

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Il mare, in fase ingressiva, con la sua corrente di erosione meridionale, combinata alla violenza delle mareggiate spinte dal vento di libeccio, rispetto all'epoca etrusca e romana, ha demolito un ampio tratto di costa valutabile in circa cento metri di estensione. Mentre  la zona del porto-canale, caratterizzata dall'affioramento del banco roccioso calcareo ha resistito meglio all'azione del mare, la costa a sud del castello ha subito, invece, un forte ridimensionamento che ha portato alla nascita di una profonda insenatura ed al crollo in acqua di numerose strutture antiche tra le quali l'angolo sud-est del castrum romano. In questo settore la corrente erosiva  di scirocco é stata molto favorita dalal presenza del bacino portuale che, nel corso dei secoli, forse a partire dall'epoca tardo antica, é stato progressivamente demolito e sommerso insieme alle sue infrastrutture e ad un'ampia fascia dell'abitato che lo circondava.

Sul piano della ricostruzione storica, uno degli asperi più evidenti emersi da queste prime indagini sembra essere la continuità di frequentazione del punto d'approdo, già naturalmente predisposto alal sua funzione, dalla lontana preistoria fino quasi ai giorni nostri. Stagni costieri o vere e proprie lagune site a ridosso della foce degli antichi corsi d'acqua dovettero essere utilizzate come porto fin dall'epoca neolitica quando l'originario promontorio di roccia, oggi quasi del tutto coperto dal mare, forse articolato in due o tre piccole isole a breve distanza da terra, doveva rappresentare per i primi naviganti del Tirreno un sicuro punto di riferimento, ricco d'acqua dolce adatto all'ancoraggio.

E' quindi, sulla base di indiscutibili presupposrti preistorici, ancora in larga parte da scoprire, che si sviluppa Pyrgi, l'epineion  di Caere, che già in epoca arcaicasembra articolarsi in almeno due distinti bacini, tra loro collegati, posti rispettivamente in coincidenza con il noto porto-canale sito dinanzi alla torre saracena e nello specchi d'acqua ubicato nell'insenatura subito a sud del Castello, tra il muro poligonale e il santuario etrusco.   Quest'ultimo bacino  chiuso  da una grande massicciata di pietre, dista meno di 200 mt dalla monumentale area sacra pyrgense e risulta il meglio protetto dai venti di libeccio e scirocco. Tali caratteristiche, unite  alla vicinanza con il santuario e con un'altra possibile area sacra oggi sommersa presso il suo limite settentrionale, indicano  questa ampia darsena a sud del Castello come la più funzionale al santuario emporico pyrgense al quale appare collegata in maniera quasi diretta.