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Nello specchio di mare prospicente il sito archeologico di Castrum Novum (km. 64,4 della via Aurelia)  sono visibili, soprattutto nella fase di bassa marea,  i resti di numerose strutture  di un esteso complesso di peschiere che si estende  lungo la costa per circa 400 mt. Un impianto di itticultura catalogabile tra i più estesi del Mediterraneo. La sua struttura si presenta suddivisa in varie vasche quadrangolari generalmente rivestite in origine in opus signinum.

In prossimità di Capo Linaro  é anche ubicata una grande vasca rettangolare suddivisa al suo interno in varie settori tra loro comunicanti. Due dei suoi lati  rivolti al mare  risultano costruiti con grandi blocchi di pietra squadrati, presumibilmente appartenute  a costruzioni più antiche  e riutilizzati per la costruzione dei grandi moli della peschiera.

Le vasche  si conservano quasi tutte a livello di fondazione ed in alcuni casi risulta non facile l'identificazione esatta del loro perimetro.

Si é ipotizzato che  l'esteso impianto di itticultura  e le sue strutture visibili costituiscano le pertinenze di  una villa marittima suburbana, certamente da identificarsi con un importante centro di produzione e di lavorazione di prodotti del mare.  Peraltro considerato che  l'impianto é ubicato ad immediato ridosso della colonia di Castrum Novum  é anche possibile  ipotizzabile che esso  costituisca una diretta pertinenza della Colonia stessa e come tale da essa  gestito.