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Recupero della stele del Ponte d’Apollo (ottobre 2019)

Continua l’opera di recupero e valorizzazione del patrimonio storico archeologico di Santa Marinella. Dopo aver ripulito e reso visitabile il ponte Romano di via  Roma i volontari del Gruppo Archeologico (*) del territorio Cerite (GATC) hanno provveduto a ripulire e rendere leggibile l’epigrafe commemorativa della stele marmorea, ubicata al km 59,700 della via Aurelia, che ricorda il completo rifacimento del Ponte di Apollo, distrutto dalla furia del mare e dei fiumi,  effettuato “a proprie spese” dagli imperatori Settimio Severo e Caracalla.

La stele fu rivenuta in due frammenti nei pressi del vicino fosso di Castelsecco ed è datata 205 d.C. con un probabile aggiornamento eseguito nel 210 d.C.

Il ponte del quale oggi rimangono pochi ruderi del rifacimento medievale seminascosti dalla vegetazione sono visibili a fatica  in prossimità  del Fosso di Castelsecco, tra la via Aurelia e il mare. Si ritiene che l’opera originaria fosse edificata a tre arcate e con andamento curvilieneo in modo da scavalcare  due corsi d’acqua, di certo due rami del suddetto fosso la cui portata usuale doveva essere all’epoca di gran lunga superiore a quella dei nostri giorni, come attesta l’iscrizione che per indicarlo  utilizza la parola flumen e non torrens.

 Ruderi del Ponte di Apollo

(*) Luigi Selis, Francesco Davoli,Giovanni Toma,  Coniugi Cantagalli

Saladini Pierluigi

1 novembre 2019