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    Il Castello di Santa Severa e l'area archeologica di Pyrgi costituiscono una delle più importanti località d'interesse storico archeologico del litorale tirrenico. La zona circostante il castello risulta frequentata a partire almeno dal V - IV millennio a. C., come documentano i ritrovamenti avvenuti nel corso delle ricerche degli ultimi decenni. Le favorevoli condizioni ambientali determinarono la nascita di un punto di approdo già in epoca preistorica, frequentato nel neolitico, nell'età del bronzo e nella prima età del ferro. 

In epoca etrusca (VII - VI sec. a. C.) Pyrgi, collegata a Caere da una strada monumentale, fu certamente uno scalo importante aperto ai traffici di tutto il bacino mediterraneo e in particolare da greci e fenici. Ai margini dell'abitato, esteso per circa 10 ettari, si sviluppava l'antichissimo santuario comprendente i templi di Apollo, di Uni (assimilata alla fenicia Astarte), e altari e sacelli di altre divinità minori. Dagli scavi del santuario provengono le tre famose lamine auree scritte in etrusco e punico, a testimonianza dei profondi legami esistenti alla fine del VI sec. tra etruschi e cartaginesi.

Con la romanizzazione del territorio cerite (III sec. a. C.), Pyrgi divenne una colonia marittima: una fortezza a pianta quasi quadrangolare, cinta di mura in opera poligonale fu edificata su parte dell'abitato etrusco e rimase in vita sino in epoca tardo antica, anche se trasformata forse in una grande villa di proprietà imperiale. In epoca tardo antica (V sec. d. C.), in prossimità del porto fu costruita la chiesa paleocristiana di S. Severa (martire pyrgense del III sec. d. C.), recentemente scoperta in seguito agli scavi del 2007 condotti dai volontari del GATC. Sui presupposti altomedioevali fu edificato in seguito il castello e la civitas di S. Severa. Il borgo medioevale e rinascimentale, esteso fino a occupare solo un quarto della fortezza romana, era protetto da tre cinte murarie ed ha continuato la sua vita nei secoli come azienda agricola del Pio Istituto di S. Spirito e scalo portuale intermedio tra Roma e Civitavecchia. 

Di particolare interesse gli affreschi della cappella - battistero realizzati da Antoniazzo Romano nel XVI secolo, la Torre Saracena del IX secolo, le mura poligonali della cantina della legnaia del III secolo. 

Attualmente nel borgo hanno sede il Museo Civico di S. Marinella (Museo del Mare  e della Navigazione Antica), il nuovo Museo della Rocca di recente realizzato dal GATC e successivamente ristrutturato dalla Regione Lazio, il Museo del Territorio e gli scavi del santuario etrusco (antiquarium pyrgense).