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CONFERENZA del 20 settembre 2019

Castrum Novum: relazione campagna di scavi 2019”

 Relatori: Flavio Enei, Paola Fratarcangeli,Klara Preusz, Magda Vuono, Paolo Emilio Bagnoli.

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In apertura di seduta l’Assessore al Comune di Santa Marinella, Paola Fratarcangeli, portando i saluti del Sindaco, ha informato l’Assemblea che il Capo del Gabinetto del Presidente della Regione Lazio ha confermato la volontà della Regione di finanziare con uno stanziamento di 200.000 €.  la “messa in sicurezza” del sito archeologico di Castrum Novum allo scopo di renderlo fluibile al pubblico.

Successivamente Flavio Enei ha riassunto la situazione storico ambientale della colonia romana di Castrum Novum, sottolineando gli eventi che hanno portato alla sua riscoperta nel 1600, dopo che essa era stata abbandonata nel VI secolo d.C.. Nel particolare i primi scavi organizzati della Reverenda Camera Apostolica nel 1700, che hanno portato alla luce le numerose statue ora custodite principalmente nel Museo Pio-Clementino al Vaticano e la recente storia delle campagne di scavo portati avanti da volontari del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite a partire dal 2015 con la collaborazione di varie istituzioni scientifiche ed universitarie italiane ed europee.

I principali reperti iconografici e gli oggetti ritrovati nella condotta degli scavi sono stati esposti in una serie di diapositive che hanno fornito anche una panoramica generale dei resti delle strutture murarie, viarie e dei principali edifici che sono state riportate alla luce. I ritrovamenti della campagna 2019 hanno riguardato in particolare il ritrovamento della porta di accesso Est alla città e parte del relativo Decumano. Lungo il suo fronte si sono portati alla luce resti di basi di colonne e capitelli che documentano l’esistenza di un lungo portico di un importante edificio pubblico. Fra i reperti rinvenuti è stata segnalata una statuetta votiva bronzea raffigurante il dio Apollo, connessa probabilmente all’esistenza di un Tempio che, come  testimoniano le fonti iconografiche, era dedicato a questo dio.  

La dott.ssa Klara Preusz nel suo intervento ha esposto l’attività di scavo svolta dall’Università West Boemia nel settore D, ambienti 1 e 2. Oltre al rinvenimento di numerose monete, che autorizzano a ritenere la presenza  di un edificio pubblico di particolare rilievo,  è stata recuperata  una mano di marmo appartenente ad una statua che regge un cartiglio o un’asta  che dopo la ripulitura è stata oggetto di una riproduzione tridimensionale analogamente a quanto fatto per l’area oggetto di scavo. Viene segnalata infine un’importante scoperta di natura chimica che ha messo in luce una nuova sostanza, mai prima d’ora ritrovata,  dovuta alla trasformazione sottomarina della resina di pino con cui era stata rivestita un’antica anfora romana.

La dott.ssa Magda Vuono ha presentato il lavoro portato avanti questa estate nel settore D VII di approfondimento del Decumano con diversi accessi viari secondari e nell’area adiacente, riguardante l’edificio porticato ed un altro edificio identificabile probabilmente con una bottega.      

L’intervento del prof. Paolo Emilio Bagnoli ha riguardato la prosecuzione della  ricerca stratigrafica al di sotto della pavimentazione romana già avviata nel 2018. L’attività ha consentito di individuare  un grande blocco in arenaria, con un foro passante, la cui funzione non è stata ancora ben identificata anche se è ipotizzabile che essa sia attinente ad uno strumento tecnico di edificazione, oppure  ad un oggetto necessario ad un rituale sacro di fondazione forse  risalente all’epoca immediatamente antecedente alla realizzazione del Castrum.

Nel suo intervento conclusivo il dott. Flavio Enei ha sottolineato che il risultato più importante conseguito, a parte quello scientifico, nel corso della campagna di scavo sia quello umano e sociale. L’attività svolta ha infatti permesso ai cittadini e ai volontari dell’Associazione di partecipare direttamente agli scavi  che tendono alla ricostruzione di una storia che appartiene a tutti. Secondo l’insegnamento dell’archeologo  Magrini, questo modo di operare costituisce l’unico modo per creare e diffondere coscienza e sensibilità per la propria storia e la propria cultura. In questo senso le campagne di scavo sul sito di Castrum Novum  costituiscono un laboratorio eccezionale di partecipazione collettiva (*).

 

Stefano Carrano

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(*) La registrazione video della conferenza è disponibile su Youtube nel canale Gatc Archeo all’indirizzo: https://youtu.be/gotW-oyPdoE