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CHIUSURA DELLA CAMPAGNA DI SCAVO del giugno 2019

“Sito archeologico Castrum Novum”

 A cura di Pierluigi Saladini

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Nella prima settimana di luglio si è chiusa la campagna di scavo estiva, protrattasi per oltre un mese, sul sito della colonia romana di Castrum Novum prossima all’ingresso nord di Santa Marinella.

Vi hanno partecipato un nutrito gruppo di instancabili operatori e archeologi del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite (Gatc) e alcuni archeologi e studenti dell’Università “West Boemia”della Repubblica Ceca.

Infaticabile organizzatore e direttore delle operazioni l’archeologo Flavio Enei, direttore del polo museale del Castello di Santa Severa. 

Una campagna entusiasmante per i risultati conseguiti e nel contempo particolarmente impegnativa a causa delle alte temperature costantemente prossime ai 29/30 gradi centigradi che hanno messo a dura prova la resistenza degli operatori specie nelle ore centrali del giorno.

Suddivisi in piccoli nuclei, gli operatori hanno scandagliato vari settori dell’esteso sito riportando alla luce:

- le fondamenta della porta del castrum strutturata con tre passaggi protetti posti in successione (porta e due controporte) per opporre maggiore ostacolo all’eventuale attaccante;

- una larga via centrale, realizzata con basoli molto ben connessi, che presumibilmente conduceva o proveniva dal Foro;

- vari locali adibiti ad abitazioni, uno dei quali pavimentato con mattoncini posti a spina di pesce che è stato consolidato dal gruppo restauro dell’Associazione.

Un locale scavato con particolare entusiasmo dagli studenti Boemi, che presenta al suo centro una presumibile base di sostegno per una statua.

La scoperta più importante di quest’anno, tuttavia, è il ritrovamento di un lungo porticato, con le basi delle colonne ancora al loro posto, di cui si aveva notizia in una cronaca degli scavi redatta nel 1879 dall’ispettore dell’allora Regno d’Italia Domenico Annovazzi.

Lo scopo principale della campagna di scavo era di natura scientifica, ma non meno importante è stato il perseguimento dello scopo didattico a beneficio dei volontari (donne ed uomini) che per la prima volta si sono cimentati in questa particolare attività, in mansioni ausiliarie dello scavo e sotto l’attenta direzione dei numerosi giovani archeologi che avevano la responsabilità dei singoli settori.

Pur condizionati dalla reciproca scarsa conoscenza della lingua, i rapporti fra il gruppo italiano e ceco sono stati sempre ottimi,come è apparso evidente al momento del saluto finale accompagnato dall’augurio di un nuovo incontro.                          

Volontari al Lavoro

 

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