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CORSO DIVULGATIVO del  30 Aprile – 4 giugno  2019

   Storia e archeologia dell’antica Pyrgi e del Castello di Santa Severa”

 Relatore: Flavio Enei

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Nell’incontro di martedi 30 aprile l’argomento esposto ha riguardato “ Pyrgi, i presupposti preistorici e l’epoca etrusca”; in particolare il Relatore ha  ripercorso le varie fasi  della presenza umana nell’intorno del Castello di S. Severa dalla preistoria al IV sec. a.C. evidenziando con opportune proiezioni  l’estensione delle aree di insediamento pre-etrusche, etrusche, romane e medievali. Successivamente si è soffermato sulla descrizione della linea di costa  oggi notevolmente modificata dall’erosione del mare che ha sommerso la parte meridionale dell’abitato etrusco/romano la cui esistenza è documentata dal ritrovamento sui fondali di alcuni pozzi e da resti di edificazioni.

Per quanto attiene il porto di Pyrgi, è stato ipotizzato che esso coincidesse con il canale antistante la torre saracena. Tuttavia, considerata la limitatezza delle sue potenzialità d’attracco non è da escludere che il canale costituisse solo l’ingresso di una più vasta area portuale, oggi interrata, contigua all’angolo nord del castello. Un’altra ipotesi colloca la struttura portuale o parte di essa nell’ampia insenatura che si estende a sud tra il castello ed i due templi etruschi ubicati sulla via che conduceva a Caere. Ipotesi questa suffragata dalle evidenze subacquee di un molo antiflutti a protezione del vento di libeccio. In ultimo il Relatore è tornato a descrivere l’antica linea di costa, oggi completamente sommersa, che va dal Castello alla riserva di “Macchia Tonda”, per evidenziare che il suo andamento, un tempo frastagliato, offriva certamente ulteriori possibilità di attracco.

 

Nell’incontro di martedi  7 maggio si è parlato della “ Pyrgi romana. Dal castrum del III secolo a.C. all’epoca tardo antica”. Riallacciandosi a quanto esposto in precedenza il Dott. Enei ha fornito ulteriori informazioni del Porto di Pyrgi. In particolare ha ricordato che da esso salparono le navi etrusche e cartaginesi che affrontarono vittoriosamente  nel 540 a.C. la flotta della Colonia greca di Alalia (Corsica) arrestando in tal modo l’ulteriore avanzamento della colonizzazione greca della penisola.  A proposito di questo evento, riferito da Erodoto,  il Relatore non ha mancato di accennare alla “fantasiosa” lapidazione dei prigionieri greci sulla strada per Caere e le altrettanto  fantasiose conseguenze che ne  derivarono alla città per l’ira degli dei !  Successivamente sono stati descritti i Templi denominati “A e B” riportati alla luce  dall’archeologo Massimo Pallottino nel 1964 che hanno restituito le famose “tre laminette d’oro di Pyrgi nascoste probabilmente nel corso della rovinosa incursione (384 a.C.) condotta dal Tiranno Dionigi di Siracusa. Per quanto attiene i Templi non è mancata l’attenta descrizione dell’alto rilievo in terracotta policroma ispirato al mito greco dei “Sette contro Tebe” che ornava il frontone posteriore del tempio “B” che evidenzia l’orrore della Dea Athena per l’atto di cannibalismo del mitico eroe Tideo. Dopo aver accennato al non chiarito utilizzo delle 20 cellette del colonnato adiacente i due templi, il Dott. Enei ha concluso la sua esposizione con alcune informazioni attinenti l’attività di scavo  condotta dall’Università la Sapienza nel “Quartiere cerimoniale” contiguo all’area sacra.

 

Nell’incontro del 14 maggio l’argomento esposto ha riguardato Pyrgi nel “medioevo e nell’epoca moderna”.

In primo luogo  è stata ripercorsa la sua storia a partire dalla sua fondazione come Colonia/Castrum in funzione anti Cartaginese sul preesistente abitato etrusco. Successivamente il Dott. Enei si è soffermato  con  evidente soddisfazione sulle campagne di scavo archeologico  condotte dal GATC tra il  2006-2010 all’interno di Pyrgi in concomitanza con i lavori di ristrutturazione del Castello. Scavi che hanno riportato alla luce ampi settori d’epoca etrusca, romana e medievale. Di particolare interesse un’ampia necropoli, la chiesa paleocristiana di Santa Severa costruita sui ruderi di una villa romana attribuibile alla famiglia dei Domizi, un forno per la tostatura dei cereali  d’epoca bizantina e tant’altro.  A partire presumibilmente dal V sec. d.C. per la Colonia e per le ricche ville romane circostanti inizia una inarrestabile decadenza che nel 416 d.C. Rutilio Namaziano registra nella sua opera “ De redito suo”.

Nell’alto medioevo dell’antica Colonia ormai ridotta a modesto borgo  difeso da una possente torre che  nell’XI sec. fu inglobata nel castello che nel 1068 il cavaliere normanno Gerardo di Galeria donò all'abbazia di Farfa.

   

 Nell’incontro del 21 maggio il Dott. Enei ha ripercorso la Storia di Pyrgi dall’ultima fase del mondo antico ai nostri giorni. Un lungo periodo che iniziò con la “ruralizzazione” di quanto ancora rimaneva (416 d.C,) dell’antico abitato ed il suo passaggio di proprietà a potenti famiglie ed enti che il Dott. Enei ha richiamato  con dettagliata precisione a partire dalla primitiva donazione al Monastero di Farfa (1069)  sino alla gestione da parte dell’Ospedale del Santo Spirito protrattasi ininterrottamente dal 1482 al 1980, data nella quale il castello e relative proprietà terriere entrano nel patrimonio della Regione “Lazio”. Dopo un periodo di semiabbandono, nel 2006 si apre per il Castello la già citata fase del suo restauro nell’ambito del quale i volontari del Gatc hanno avuto l’opportunità di effettuare al suo interno scavi archeologici che hanno consentito di indagare parte dell’antica Pyrgi etrusca e romana e soprattutto di riportare alla luce l’antica chiesa paleocristiana  (abbandonata e interrata  nel 1350 circa) di certo intitolata a Santa Severa, giovane cristiana martirizzata al tempo di Diocleziano insieme ai fratelli Calendino e Marco.

 

Nell’incontro di Martedi 28 maggio è stato ripercorso “sul campo” quanto esposto nelle lezioni precedenti. Particolarmente interessante la visita del Museo della Rocca, della ritrovata chiesa paleocristiana  di Santa Severa e dell’annessa area cimiteriale che il Dott. Enei ha descritto con particolare ricchezza di dettagli.

 

 Martedì 4 giugno, ultimo giorno del Corso,  dopo aver effettuato una interessante visita al Museo del Mare e della Navigazione Antica, si è dato inizio ad una semplice cerimonia durante la quale  sono stati consegnati gli attestati di frequenza ai frequentatori e vivamente  ringraziato  il Dott. Enei per la dedizione e competenza con la quale ha organizzato condotto il Corso.

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Pierluigi Saladini, 4 giugno 2019