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RIAPRONO GLI IPOGEI DEL COLOSSEO

Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha presentato il restauro dell’antico dedalo di corridoi e locali che ospitavano gladiatori e fiere. A fine luglio l’anfiteatro accoglierà il G20 della Cultura.

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Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo, così recitava la Profezia di Beda il Venerabile (VIII secolo), che probabilmente dovrà attendere ancora molto. Proprio in questi giorni, dopo due anni di lavoro sono tornati visitabili gli ipogei dell’Anfiteatro Flavio – conosciuto dal medioevo come Colosseo, probabilmente per via dell’enorme statua di Nerone che gli si trovava vicino – quel dedalo di locali di servizio e di passaggi che ospitavano i famosi gladiatori e che servivano per il passaggio delle macchine da collocare sull’arena e degli animali. Gli ipogei sono visitabili percorrendo una passerella di 160 metri che si snoda dalla Porta Libitinaria fino alla Porta Trionfale attraverso quindici corridoi.

Indubbiamente si è trattato di un lavoro molto complesso che ha coinvolto 81 specialisti tra architetti, restauratori e ingegneri. I lavori, che sono ancora in corso, testimoniano tutto ciò che avvenne sotto la grande arena dell’anfiteatro, dalla sua inaugurazione nell’80 d.C. fino all’ultimo spettacolo nel 523, ha spiegato Alfonsina Russo, direttrice del Parco archeologico. Il lavoro di restauro, che ha consentito la riapertura del percorso di vista, è frutto della seconda fase dei lavori, avviata nel 2018, nell’ambito degli interventi realizzati con il sostegno di Tod’s Spa – azienda leader nel settore dell’abbigliamento e delle calzature – che amplia e arricchisce il percorso di visita del Colosseo.  Tod’s – ha ricordato il ministro Dario Franceschini – è intervenuta prima dell’introduzione dell’Art Bonus, compiendo quindi un gesto di mecenatismo e di vera liberalità per il Paese. Grazie anche a questo gesto, sono cambiate un po’ di cose in questi anni. Innanzitutto, credo che sia caduta l’assurda barriera ideologica tra pubblico e privato, che invece possono e devono collaborare nella gestione del patrimonio culturale del Paese.

Il Governo italiano a fine luglio, come ha anticipato il ministro, porterà sull’arena del Colosseo il tavolo del G20 della Cultura, dove i delegati saranno accolti dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il mondo vedrà che l’Italia ha deciso di ospitare un simile incontro nel luogo che più la identifica nel mondo. I lavori proseguiranno, con le risorse pubbliche, per coprire gli ipogei, restaurati grazie a Tod’s, e allestire un’arena che consentirà di ammirare il Colosseo dal centro, come avveniva fino alla fine dell’Ottocento, ha detto Franceschini. Dal 2007 il Colosseo il più grande anfiteatro del mondo, in grado di contenere un numero di spettatori stimato tra 50 000 e 87 000 unità è inserito fra le nuove sette meraviglie del mondo. Dal 1980 è nella lista dei Patrimoni dell'umanità UNESCO, insieme a tutto il Centro storico di Roma. In fondo, come diceva Stendhal, ” Il Colosseo è la più bella vestigia del popolo romano”.

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Barbara Civinini

30 giugno 2021

DIDE

L’area del Colosseo al termine dei lavori – Fonte: MIC

L’Anfiteatro Flavio visto dall’alto – Fonte: MIC

L’Anfiteatro Flavio, particolare – Fonte: MIC