Assign modules on offcanvas module position to make them visible in the sidebar.

Main Menu

A A A

NUOVE STRAORDINARIE SCOPERTE AL CIRCEO

Nella grotta Guttari sono riemersi altri nove uomini di Neanderthal, oltre ai resti di Uro, il grande bovino estinto, di Megaloceros, il cervo gigante e di cavallo selvatico.

________________

A oltre 80 anni dalla scoperta della Grotta Guattari a San Felice Circeo (LT), la Soprintendenza Archeologia di Frosinone e Latina in collaborazione con l’Università degli studi di Roma Tor Vergata, nell’ambito delle ricerca  iniziate nel 2019 insieme alle  operazioni di messa in sicurezza dell’area, ha riportato alla luce i reperti fossili attribuibili a 9 individui di Neanderthal, databili fra i 50mila e i 100mila anni fa.

Una scoperta straordinaria di cui parlerà tutto il mondo”, ha commentato il ministro della Cultura, Dario Franceschini. La grotta prende il nome dal proprietario del terreno in cui si trova, dove fu rinvenuto il primo cranio nel 1939. Il paleontologo Alberto Carlo Blanc, che l’aveva studiata, comprese subito la grande importanza di questo sito che fu classificato come uno dei più importanti del paleolitico medio europeo. Adesso la nuova scoperta permetterà di fare luce sulla storia del popolamento dell’Italia.

L’uomo di Neanderthal è una tappa fondamentale dell’evoluzione umana – ha spiegato Mario Rubini, direttore del Servizio di Antropologia della Soprintendenza locale – rappresenta il vertice di una specie ed è la prima società umana di cui possiamo parlare”. Inoltre, lo studio geologico e sedimentologico di questo deposito aiuterà a capire i cambiamenti climatici intervenuti tra 120 mila e 60 mila anni fa, attraverso le specie animali e i pollini, permettendoci di ricostruire la storia del Circeo e della pianura pontina, ha anticipato Mario Rolfo, docente di Archeologia preistorica dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata.

Le condizioni della grotta sono le stesse di 50 mila anni fa e questo la rende un’eccezionale banca dati, soprattutto la parte che finora era rimasta inesplorata, quella del “Laghetto”, come fu chiamata da Blanc per la presenza di acqua nei mesi invernali.

Gli scavi recenti hanno restituito anche molti resti animali di diversi gruppi di mammiferi fra cui l’Uro, il grande bovino estinto, il Megaloceros, il cervo gigante, l’orso delle caverne e il cavallo selvatico, che arricchiscono la ricostruzione del quadro faunistico, ambientale e climatico. L’Università di Roma, La Sapienza, quella di Pisa e molti altri importanti enti di ricerca lavorano per ricostruire il quadro paleoecologico della pianura Pontina tra i 125.000 e i circa 50.000 anni fa, quando i nostri “cugini” estinti frequentavano il territorio laziale.

Le analisi biologiche e le ricerche genetiche permetteranno di ricostruire non solo la vegetazione, il clima e l’ambiente in cui vivevano i nostri lontani antenati, ma anche di capire cosa mangiavano, compresi gli animali che li circondavano. Intanto, dicono i ricercatori, il ritrovamento di carbone e ossa animali combuste autorizza a ipotizzare la presenza di un focolare strutturato.

Il video della scoperta: https://www.youtube.com/watch?v=0e_TyHKyTZw&t=19s

16 maggio 2021

Barbara Civinini

_____

DIDE

Neanderthal, nuove scoperte al Circeo – Fonte: MIC

Descrizione dei nuovi reperti – Fonte: MIC

I reperti all'interno della grotta Guttari- Fonte MIC