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Lo sostiene l’archeologo Ken Dark,dell’Università di Reading, che l’avrebbe trovata dopo anni di ricerche, in pieno centro, sotto il convento delle  Suore di Nazareth.

O si pensa o si crede”, era solito ripete Arthur Schopenhauer. Invece, l’archeologo Ken Dark non solo ha pensato, ma ha anche creduto fermante nelle rivelazioni del vescovo franco Arculfo tramandate dalle storia. Scampato ad una orribile tempesta  in una piccola isola della Scozia, Iona, fece le sue confidenze sul viaggio in Terra Santa a Sant'Adamnano, che le riportò fedelmente nel suo “De Locis Sanctis”, datato al 698, di cui una copia ancora oggi è conservata nella Biblioteca Nazionale di Vienna.

Proprio da queste antiche confidenze Dark avrebbe ricavato le indicazioni per trovare la casa dell’infanzia di Gesù, nel vicino oriente, in Galilea, e più precisamente a Nazareth, là dove si è sempre favoleggiato che si trovasse. La rivelazione è contenuta nell’ultimo libro del professore di archeologia e storia all’Università di Reading pubblicato di recente da Taylor & Francis. “The Sisters of Nazareth convent” raccoglie gli ultimi 80 anni di ricerche nel sito,esplorato prima dalle religiose e poi per decenni da Henri Senès, le cui ricerche sono rimaste completamente inedite.Gli scavi hanno rivelato un edificio domestico di epoca romana in parte scavata nella roccia, seguito da cave e sepolture di epoca romana, una chiesa rupestre ben conservata, chiese bizantine e crociate a livello superficiale. La casa sarebbe emersa fra le rovine della chiesa bizantina in uno strato di roccia risalente a 21 secoli fa, come riporta la “Biblical Archaeology Society”. L’eccellente maestria delle incisioni sulle rocce sarebbe compatibile con la perizia di un “tekton”, un falegname dell’epoca, proprio come i Vangeli descrivono il padre putativo di Gesù.

Il Progetto archeologico britannico di Nazareth, sponsorizzato dal Palestine Exploration Fund e dal Late Antiquity Research Group, diretto da Ken Dark, ha iniziato a indagare il sito nel 2006. Secondo il documentario di Alberto Castellani, basato proprio sulle ricerche di Dark, “Rivisitare Nazareth”, realizzato circa tre anni fa e patrocinato dall’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, le rovine della casa, all’epoca delle crociate, furono incorporate nella chiesa soprastante proprio per proteggerla. Ma si tratta veramente della casa di Gesù? Dark ha commentato sulla rivista “Biblical Archaeology Review” che  “non vi è alcuna buona ragione archeologica perché una tale identificazione possa essere ritenuta reale”.

Del resto, come sosteneva Camillo Benso, Conte di Cavour, anche l’uomo più felice senza la fede, è come un fiore in un bicchiere d’acqua, senza radici e senza durata.

22 dicembre 2020

Barbara Civinini

DIDE

In successione:

Gli scavi della casa di Gesù, Nazareth, Ken Dark – Fonte: Biblical Archeological Review

Il manoscritto “De Locis Sanctis”, dal Corto di Castellani – Fonte: TV2000

Sepolture nella roccia di epoca romana,presso il sito delle Suore di Nazareth, Ken Dark – Fonte: Sito La Bibbia e l'interpretazione

Logo del Palestine Exploration Fund – Fonte: Sito del Fondo