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VOLTI E SEGRETI DELLE DONNE ROMANE

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Gli Uffizi non si arrendono al Covid e lanciano “On Air”. Il venerdì e il martedì le grandi mostre del museo fiorentino sono in diretta Facebook. Online anche l’anteprima di “Imperatrici, matrone, liberte” che avrebbe dovuto aprire i battenti a novembre e che, invece, è stata spostata a dicembre.

Haec ornamenta mea (Questi sono i miei gioielli), disse Cornelia, figlia di Publio Cornelio Scipione Africano, andata in sposa a Tiberio Sempronio Gracco, riferendosi ai suoi figli  secondo quanto riporta Valerio Massimo  conosciuta come “madre dei Gracchi”. Eppure, maldicenza vuole che molte donne romane, soprattutto quelle delle famiglie patrizie, appartenenti cioè all’originaria classe dominante di proprietari terrieri, fossero lascive e dissolute. Ma com’erano veramente le dominae?

Prova a raccontarle la mostra degli Uffizi “Imperatrici, matrone, liberte”, curata da Novella Lapini sotto la direzione di Fabrizio Paolucci, che avrebbe dovuto aprire i battenti a novembre e che invece è stata spostata al 3 dicembre a causa del Covid. Ma la celebre Galleria fiorentina non getta la spugna e risponde subito con “Uffizi On Air”, il progetto social che apre le porte del museo in virtuale, ogni martedì e venerdì, con video live sul profilo Facebook. E presto, dicono agli Uffizi, sul sito del museo ci sarà una trasposizione online delle ultime mostre inaugurate (www.uffizi.it). Con Uffizi On Air, afferma il direttore Eike Schmidt, offriamo un modo ancora più diretto per condividere i nostri tesori con il mondo. Ci sarà anche la possibilità per il pubblico di fare domande e ottenere risposte in diretta.

Le assolute protagoniste della mostra sono proprio loro, le donne: Potenti. Determinate. Discusse. Indipendenti. Ribelli. E molto di più. “Imperatrici, matrone, liberte” racconta le donne romane nei primi due secoli dell’Impero, dagli inizi del I alla seconda metà del II secolo d.C., con le loro storie, i loro segreti, le loro battaglie di emancipazione civile, politica ed economica, soffermandosi sui modelli positivi e negativi incarnati dalle imperatrici e dalle donne di spicco della casa imperiale e mettendo in risalto i possibili ruoli pubblici al femminile. Ma c’è spazio anche per le affascinanti storie di vita quotidiana di matrone e liberte, come quella di Pompeia Trebulla, potente matrona dell’élite di Terracina che, pare, fece restaurare a spese di Claudio il tempio dedicato a Tiberio e alla madre Livia, oppure di Giunia Atte, prima schiava e poi liberta sposata al suo patrono.

A farle toccare con mano ci sono circa trenta opere provenienti dalla ricca collezione archeologica del complesso museale: tra queste, anche le splendide sculture di Agrippina Minore, celeberrima madre di Nerone, o Domizia Longina, chiacchierata sposa di Domiziano. L’itinerario è integrato da importanti prestiti del Museo Archeologico Nazionale di Firenze che, con alcune preziose monete d’oro di epoca romana, consente di osservare dall’interno il ruolo femminile nella propaganda della casa imperiale. Si può scoprire il percorso della mostra, illustrato dalla curatrice Lapini, con il video d’anteprima in streaming sulla piattaforma Facebook della Galleria (https://www.facebook.com/107172910903804/videos/2738036269770080).

7 novembre 2020

Barbara Civinini

DIDE

In campo lungo il direttore Schmidt e la curatrice Lapini – Fonte: Uffizi

“Imperatrici, matrone, liberte” – Fonte: Uffizi

Il direttore del museo, Eike Schmidt – Fonte: Uffizi

Annia Galeria Faustina, nota come Faustina maggiore, moglie dell'imperatore Antonino Pio – Fonte: Uffizi