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VIAGGIO NELLA TERRA DEI RASNA

 A vent’anni di distanza dal grande evento di Venezia, torna una mostra ambiziosa sulle cinque etrurie, organizzata dall’Istituzione Musei Bologna con la Cattedra di Etruscologia ed Electa.

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Dopo la parentesi del lockdown, è di nuovo possibile scoprire il mondo misterioso di uno dei popoli più importanti dell'Italia antica con la mostra “Viaggio nella terra dei Rasna”, allestita nel Museo Civico Archeologico di Bologna. La metafora del viaggio dà forma alla stessa struttura dell’esposizione che è divisa in due grandi sezioni. La prima, attraverso oggetti e contenuti identitari che raccontano i costumi, la cultura e la storia di questo popolo, introduce la seconda con la quale, a bordo della macchina del tempo, si compie un vero e proprio tour alla scoperta dell’Etruria. Il percorso attraversa quei territori di Lazio, Umbria e Toscana che furono raccontati anche dai grandi viaggiatori del passato come George Dennis, che nel XIX secolo con il suo The Cities and Cemeteries of Etruria (1848) diede conto di cinque anni di viaggi che toccarono i siti archeologici allora conosciuti.

Questa mostra – afferma Roberto Grandi, presidente dell’Istituzione Musei Bologna che l’ha organizzata insieme alla Cattedra di Etruscologia e Archeologia Italica – è un invito a percorrere le terre di questo popolo, intrecciando le dimensioni di spazio e di tempo, dall’Etruria costiera all’Etruria interna, fino all’Etruria padana. Un racconto che parte dalle origini del IX sec. a.C. per arrivare all’emergere delle città, alla conquista del potere da parte dei principi, fino alla fine di questo mondo tra il IV e il II sec. a.C. dovuta alla presenza, sempre più ingombrante, dei Celti, dei Sanniti e dei Romani.

Prendono corpo, così, ben cinque etrurie, comprese tra due grandi fiumi, il Po’ e il Sele, ma con connotati comuni, quasi nazionali, che i “rasna” – come gli Etruschi chiamavano se stessi – mostrano nei momenti più importanti della loro storia. In esposizione ci sono circa 1400 oggetti provenienti da 60 musei, tra cui il British Museum di Londra, il Musée du Louvre di Parigi, i Musées royaux d'art et d'histoire di Bruxelles e i Musei Vaticani. Fra le altre, spicca il fascino dell’Etruria Meridionale con le sue metropoli, arricchito dai materiali votivi dal santuario-emporio di Pyrgi e dalle scoperte più recenti come la tomba della sacerdotessa di Tarquinia e quella dello scarabeo dorato da Vulci.

E’ possibile visitare la mostra grazie anche al documentario girato da Lepida TV nell’ambito del festival multimediale #laculturanonsiferma, promosso dall’Assessorato alla cultura della Regione Emilia Romagna, e trasmesso sulla sua piattaforma digitale (http://lepida.tv/video/etruschi-viaggio-nelle-terre-dei-rasna). Il catalogo della mostra è edito da Electa, che ne ha curato anche l’allestimento. “Etruschi. Viaggio nella terra dei Rasna” si potrà visitare sino al 29 novembre.

14 agosto 2020

Barbara Civinini

DIDE

1. Allestimento di una sala dell'esposizione- Fonte Museo Civico Archeologico di Bologna

2. Scarabeo con montatura, Vulci, necropoli di Poggio Mengarelli, Inizi VII sec. a.C. – Fonte: Museo Civico Archeologico di Bologna

3. Antefissa a testa di Acheloo Cerveteri, Santuario in località Vigna Parrochiale 530-520 a.C. – Fonte: Museo Civico Archeologico di Bologna

4. Acroterio configurato a guerriero da Cerveteri, Vigna Marini-Vitalini – Fonte: Museo Civico Archeologico di Bologna