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UNA TORRE DA SALVARE

Italia Nostra aggiunge la Torre di Palidoro nella Lista Rossa nei beni da salvare. Un piano di recupero per creare un’Oasi nella Riserva naturale del litorale romano che avvicini le testimonianze naturalistiche a quelle archeologiche.

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Proprio in riva al mare, a pochi chilometri dalla villa dove si ritirava il dominus che voltò le spalle a Cesare per combattere in favore della repubblica, Gneo Pompeo Magno (106-48 a.C.), di cui restano dei bellissimi ruderi, svetta, offesa dal tempo, la Torre Perla, più conosciuta come la Torre di Palidoro. Sotto alla struttura sono stati rinvenuti i resti di un vasto complesso che si estendeva proprio fino alla Villa di Pompeo. La torre, alta circa 20 metri, fa parte di un sistema di torri costiere, costruite tra l’VIII e il IX secolo, per avvistare l'avvicinarsi delle navi nemiche via mare. Passata in proprietà prima alla famiglie Muti e poi a quella Peretti assieme al resto del Borgo, prese l’aspetto attuale con il restauro fatto per conto dell’arcispedale di Santo Spirito in Sassia, fra il 1562 e il 1563.

Immersa nel sistema dunale di Passoscuro Palidoro rappresenta uno spettacolo unico         tanto   che Italia Nostra, in occasione delle "Giornate virtuali dei beni in pericolo” l’ha                         Torre di Palidoro

inserita nella Lista Rossa dei  beni  in pericolo. E’ proprio qui, quasi ai suoi piedi, che il 23 settembre 1943 venne fucilato Salvo D’Acquisto.  

Il giovane vicebrigadiere dei carabinieri offrì la sua vita pur di salvare quella di 22 civili dalla rappresaglia di un nucleo di paracadutisti delle SS che rovistando tra i materiali abbandonati nella stazione della Finanza furono investiti dall'esplosione di una bomba a mano o, più presumibilmente, provocarono l’esplosione di un congegno artigianale usato per la pesca di frodo sequestrato.  Italia Nostra ha proposto, già da diversi anni, un piano di recupero che vorrebbe creare un’Osai capace di avvicinare le molte testimonianze naturalistiche della zona a quelle archeologiche, secondo quanto prevede lo stesso Piano di Gestione della Riserva.

Monumento a Br. Salvo D'Acquisto

La Torre è di proprietà della Regione Lazio e nel 2019 è stato sottoscritto un protocollo Monumento d’intesa che ne assegna per 10 anni la gestione all’Arma dei Carabinieri, in vista della valorizzazione del sito.

In questi giorni, in cui si stanno programmando investimenti e interventi per la ripresa dopo la crisi da Covid19, Italia Nostra propone di mettere il patrimonio culturale al centro di ogni ipotesi di sviluppo per la crescita del benessere etico e civile dei cittadini, favorendo nelle comunità locali il senso di appartenenza ai luoghi e ai valori espressi dai siti identitari. Preoccupa – afferma la sezione  Litorale     Romano – il destino della campagna di Palidoro,   bellissimo esempio di paesaggio della bonifica, di proprietà della Regione Lazio, che ha varato un Regolamento per l’alienazione. Adesso i terreni sono dati in concessione ad agricoltori. Il timore – conclude – è che possano essere ceduti a chi ne farebbe uso ben diverso da quello agricolo, com’è già successo in passato nei territori della Riserva. Durante l’intero mese di maggio l’associazione continuerà a pubblicare sui suoi social media dei post che racconteranno la lunga storia della torre.

Barbara Civinini

10 maggio 2020