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POMPEI E I SUOI SEGRETI

Articolo elaborato attingendo dal video esclusivo del canale YouTube del MiBACT   sui nuovi scavi di Pompei raccontati da dott. Massimo Osanna direttore del Parco archeologico di Pompei.

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Come e dove viveva quella classe media che fu spazzata via in quella terribile eruzione del 79 d.C.?

La tragedia rivoltò ogni cosa sottosopra, come scrisse Plinio il Giovane a Tacito che quel giorno si trovava proprio a Campo Miseno, da dove poté osservare l’inizio della tragedia di Pompei insieme allo zio.  

Un video esclusivo del MiBACT ripreso con un drone racconta le ultime domus venute alla luce grazie alla narrazione del direttore del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, offrendo uno spaccato straordinario della vita quotidiana della città.

Gli scavi della Regio V, resi possibili dal Grande Progetto Pompei, hanno portato alla luce ambienti straordinari dell’antica città. Come si vede dalle suggestive immagini riprese dall’alto la Regio V si affaccia sulla via di Nola, una delle grandi arterie di Pompei in una zona ricca di attività commerciali e di case sfarzose, benché non di grandi dimensioni. Segno di quella classe media che nell’antica città aveva prosperato fino all’eruzione del 79 d.C.

La narrazione di Osanna inizia entrando nella Casa del Giardino, la domus di una famiglia che non faceva parte dell’elite pompeiana e racconta la vita     Veduta della via di Nola             vissuta dal vivo nella cittadina romana.

La casa si disponeva attorno a un grande giardino, con un portico affrescato, di cui i paleobotanici hanno ricostruito interamente la flora riuscendo persino a capire com’era articolata la disposizione delle piante.

La casa oltre agli ambienti di rappresentanza aveva anche dei veri e propri bagni, oltre alla cucina.                                                                                                                               Casa del Giardino

E’ proprio in questa dimora che è stata trovata l’iscrizione che avrebbe posticipato definitivamente dell’eruzione del Vesuvio da agosto a ottobre, come lascerebbero presupporre molti altri reperti organici rinvenuti negli scavi. Oltre alla numerosa oggettistica che testimonia la vita quotidiana del mondo femminile, sono stati trovati un gran numero di amuleti contro la malasorte che sono ancora oggetto di studio

Il video prosegue con la Casa di Orione, conosciuta anche come casa di Giove, con le pitture  in primo stile. Uno straordinario mosaico d’ispirazione egizia narra il mito  Zoccolo del portico                                     greco che si trasforma nell’omonima costellazione.

Gli enigmatici mosaici rinvenuti potrebbero avere anche un’interpretazione in chiave gromatica (pertinente alla misura dei terreni). Ci sarebbero, infatti, alcune analogie con i codici "gromatici" romani, usati dai tecnici che si occupavano di misurare la terra e di disegnare le linee di fondazione della città con il “groma”, uno strumento di cui è stato ritrovato un unico reperto proprio qui a Pompei.

Tutto questo è visibile sul canale YouTube del MiBACT (https://www.youtube.com/watch?v=8vlqgICPGXA) dove dall’inizio dell’emergenza coronavirus i musei, i parchi archeologici e gli istituti autonomi statali stanno fornendo contributi      audiovisivi di

Il mito della casa di Orione                         ogni genere per permettere alle persone di continuare a godere del patrimonio       culturale nazionale e vedere anche il dietro le quinte dei beni culturali con le numerose professionalità che si occupano di conservazione, tutela e valorizzazione.

Barbara Civinini

2 maggio 20120

Immagini

Casa del Giardino

Veduta della via di Nola

Lo zoccolo del portico

Il mito della casa di Orione