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IL GIOCO DELLA CULTURA E DELL’ARCHEOLOGIA

Come ogni metà settembre, tornano le Giornate Europee, un appuntamento fisso promosso dal Ministero dei Beni Culturali per riaffermare la centralità del patrimonio culturale, del suo valore storico, artistico e, soprattutto, identitario.

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Una passeggiata fra gli horrea, i molini, i panifici e le tabernae di Ostia antica per scoprire cosa mangiavano i nostri progenitori, e far conoscere ai più piccoli come veniva fatto il pane, oppure da dove arrivavano le tante derrate alimentari dell’impero con un autentico viaggio nel tempo fra le splendide rovine dei Porti di Claudio e di Traiano. Da non perdere anche la visita guidata nell’abitato antico per scoprire come i romani invocavano la protezione degli dei per i loro raccolti, o più semplicemente soltanto per la loro tavola, per arrivare sino alle testimonianze della religione ebraica e di quella cristiana.

Questi sono soltanto alcuni degli appuntamenti proposti dalle Giornate Europee del Patrimonio (GEP) che quest’anno si svolgeranno il 21 e il 22 settembre.

In calendario ci sono anche aperture serali con ingresso al costo simbolico di 1 euro. Il tema di questa edizione trae spunto dallo slogan “Arts and entertainment” dell’European Heritage Days: “Un due tre… Arte! Cultura e intrattenimento”, che non vuole rappresentare solo un’occasione di riflessione sul benessere che deriva dall’esperienza culturale, ma intende essere un vero e proprio veicolo d’interpretazione del passato e di meditazione sul presente e sul futuro. Tutti sono chiamati al gioco della cultura, dai musei alle aree archeologiche. Si tratta dell’evento culturale più partecipato in Europa.

L’idea di promuovere una manifestazione culturale paneuropea nacque a Granada il 3 ottobre 1985, durante la Conferenza Europea dei Ministri responsabili per il Patrimonio architettonico, per iniziativa della Francia, che già dal 1984 realizzava le “Portes ouvertes des monuments historiques”. La proposta fu accolta e condivisa negli anni successivi da diversi Paesi. Poi, nel 1991 il Consiglio  d’Europa promosse i primi European  Heritage  Days, che dal 1999 costituiscono un’azione congiunta del Consiglio e della Commissione UE. Lo scopo della manifestazione è quello di condividere con tutti i cittadini il proprio patrimonio culturale. Oggi i 50 Stati firmatari della Convenzione culturale europea (1954) aderiscono alla manifestazione, con un numero stimato di 20 milioni di visitatori e più di 30.000 luoghi della cultura aderenti ogni anno. L’anno scorso nel nostro Paese hanno partecipato alle GEP i musei e i luoghi della cultura di 19 regioni, con l’organizzazione di 1264 eventi con oltre 395.000 visitatori.

Gli appuntamenti in programma si possono consultare, regione per regione, sul sito del MiBACT: http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1190233817.html.

di Barbara Civinini

13 settembre 2019

                                                                                                                                                                                   Dal grano…pane – Fonte: MiBACT

I luoghi simbolo dell’alimentazione antica – Fonte: MiBACT

I Porti imperiali di Claudio e Traiano – Fonte: MiBACT

 

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