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IL TESORO DI TERRACOTTA DEGLI ETRUSCHI

In mostra a Roma, nelle Sale della Centrale Montemartini.

Tornano i miti e le immagini delle lastre dipinte dall’antica Caere Vetus.

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Dopo la mostra organizzata al Castello di Santa Severa lo scorso anno e l’accordo di cooperazione siglato tra il MiBAC e la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, che ha consentito il rientro dalla Danimarca di una consistente serie di frammenti di lastre dipinte etrusche, la Centrale Montemartini, a Roma, espone un vero e proprio tesoro di lastre parietali figurate e di decorazioni architettoniche in terracotta policroma provenienti dall’antica Caere.

La mostra, Colori degli etruschi, è promossa dalla Sovrintendenza Capitolina e da quella Archeologia per l’Area Metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale (SABAP), con Il Messaggero media partner. L’iniziativa raccoglie testimonianze di grande importanza per la storia della pittura etrusca, recentemente rientrate in Italia grazie all’azione di contrasto del traffico illegale di reperti archeologici dell’Arma dei Carabinieri e alla mediazione diplomatica dei Beni Culturali. Lo studio e il restauro di questi ritrovamenti, in gran parte provenienti da scavi clandestini, che li avevano completamente decontestualizzati, hanno consentito di ricondurre un gran numero di frammenti alle lastre parietali provenienti proprio da Cerveteri. Nel percorso, suddiviso per temi e tipologie, ritornano dal passato gli etruschi con i loro miti, le imprese di Hercle (il greco Eracle e il latino Ercole), la gorgone Medusa uccisa da Perseo, il mondo della danza, dei guerrieri e dello sport, illustrati da preziosi materiali di confronto, in molti casi inediti. A questi testimonianze si aggiunge il contributo fornito da un prezioso nucleo di vasi attici a figure nere e rosse appartenenti alla Collezione Castellani dei Musei Capitolini, normalmente non esposti al pubblico, e scelti per analogia tematica.

La dispersione del patrimonio archeologico a causa degli scavi di frodo è un grave danno perpetrato fin dagli anni Sessanta del secolo scorso sul territorio italiano e contrastato con una difficile attività d’investigazione internazionale che ha avuto, tra i principali risultati, nel 1995 la confisca di oltre 3000 reperti archeologici nascosti nei caveaux del porto franco di Ginevra, in Svizzera. Questo importante successo contro i “predatori dell’arte” si deve alla sinergia tra l’allora ministero dei Beni Culturali, la Procura della Repubblica di Roma, l’Avvocatura Generale dello Stato e l’Arma dei Carabinieri, cui la mostra ha riservato una sezione apposita dedicata al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, che compie 50 anni di attività. L’ingresso alla mostra, che si potrà visitare sino al 2 febbraio, è gratuito per i possessori del MIC card (miccard.museiincomuneroma.it) che al prezzo di 5 euro offre l’accesso illimitato per 12 mesi ai musei civici e ai siti storico artistici e archeologici della Sovrintendenza.

Barbara Civinini

Agosto 2019

 Locandina della mostra – Fonte: Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale

Base di louterion (?) con figure di delfini; Depositi della Necropoli della Banditaccia di Cerveteri. VI sec. a.C. – Fonte: Centrale Montemartini

Frammento di syma rampante con figura di cigno; Deposito SABAP di Pyrgi – Fonte: Centrale Montemartini

Frammento architettonico con volto maschile; Deposito SABAP di Pyrgi – Fonte: Centrale Montemartini