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     Gli Eremi della maremma toscano- viterbese

     Il territorio dell’alta valle del fiume Fiora che si estende dall’antico abitato etrusco  di Vulci  sino alla Selva del Lamone presenta un ambiente naturale selvaggio e rigoglioso. Il territorio è caratterizzato  dalla presenza di  imponenti  masse di tufo formate dalle eruzioni dell'apparato vulcanico Vulsinio che in seguito allo svuotamento della sua camera magmatica diede vita al lago  di Bolsena. Nel corso dei secoli lo scorrimento delle acque meteoriche di dilavamento e gli interventi  dell’uomo,  hanno modellato quegli ammassi aprendovi, soprattutto in epoca etrusca, grotte d‘abitazione, nicchie, forre ed in particolare necropoli e affascinanti  camminamenti a  cielo semi aperto chiamate  “vie cave o tagliate”.

In questo eccezionale ambiente naturale che, con i suoi silenzi ed il suo isolamento,  ancora oggi induce alla meditazione e alla spiritualità, vissero in epoca medievale piccole comunità monastiche cistercensi del tutto simile a quelle organizzate dai monaci siriani  in Georgia sulle montagne che svettano tra i fiumi Iori e Mtkvaritra.

  Di questa antica presenza umana  sono oggi visitabile, sebbene con qualche difficoltà, i romitori di Poggio Conte e  Ripatonna Cicognina ed ancora la necropoli etrusca di Castro prossima alle rovine della omonima città medievale, possesso della famiglia Farnese, distrutta nel 1659  per ordine del Papa Innocenzo X.  

Il sito di Poggio Conte, prossimo al fiume Fiora,  è costituito da una modesta chiesa  scavata nel tufo rupestre  con decorazioni e linee architettoniche  che richiamano lo stile cistercense. Quello  di Ripatonna Cicognina,  si affaccia sul fiume Olpeta, ed é strutturato in una chiesa e piccoli  ambienti funzionali.

Seguendo alcune ipotesi, dopo il loro abbandono, i due romitori  potrebbero aver ospitato cavalieri dell’Ordine Templare preposti alla protezione del territorio e delle sue strutture viarie.

Confermerebbe questa presenza il fatto che l’eremo di Poggio Conte risulta consacrato a San Colombano, principale santo e patrono dell’Ordine.  

E’ noto inoltre che  a partire da Papa Innocenzo II (1136-1139) all’Ordine dei Templari fu concesso di estendere i propri insediamenti “logistici”nei territori maremmani dello Stato della Chiesa ed in particolare  nelle aree di confine  e lungo le principali vie di comunicazione, in particolare la via Clodia.  

A tal proposito risulta che il primato cronologico di questi insediamenti apparterrebbe alla Precettoria  Viterbese di  Santa Maria in Capita istituita nel sesto decennio del XII sec. nel territorio di Bagnoregio. Insediamenti questi che a seguito della soppressione dell’Ordine nel 1312 su decisione di papa Clemente V passarono almeno nominalmente, all’ordine di Malta.

Nel dettaglio la struttura dell’eremo di Poggio Conte presenta una porta d’accesso sormontata da un grande foro (80 cm di diametro) che dà luce all'interno della chiesa strutturata in due locali: quello d’ingresso presenta una copertura a cupola  abbellita da un disegno floreale e quattro pilastri a fascio con capitelli cubici; Il secondo ambiente una volta a crociera abbellita da due particolari affreschi   rappresentanti il primo una serie di “falli” di diverso colore, il secondo dei quadrilateri a forma rombica.

Nell'ambiente d'ingresso erano scolpite, in alto vicino al soffitto, tredici  pannnelli con le immagini di 12 apostoli disposte a corona intorno alla figura  del Cristo. Di queste immagini  solo sei, scampate alle ruberie operate negli anni ’60, sono esposte nel Museo Civico di Ischia di Castro.

L'eremo di Ripatonna Cicognina  è quasi sicuramente ricavato da una grande tomba etrusca scavata su una parete di tufo ed è strutturato in due  piani  collegati da una scala non più percorribile a causa delle erosioni subite da agenti atmosferici. La chiesa,  è caratterizzata  da un soffitto con volta a botte e presenta tracce di affreschi  riferibili a S. Antonio e ad un imprecisato Vescovo. A ridosso dell’altare una fossa scavata sul pavimento lascia immaginare la tomba di un qualche particolare monaco.  I locali interni  sono disposti a schiera e sulle pareti presentano piccole cavità di certo utilizzate per riporre oggetti, mentre una cavità più ampia era forse usata per la conservazione del grano. Uno stretto corridoio conduce  a una piccola stanza nella quale si intuisce la presenza di un  letto, la qual cosa lascia presumere che altri alloggi fossero collocati altrove. Su una parete del corridoio è scolpita una grande croce templare che di certo testimonia la presenza dell’Ordine  e una data (1614) che si riferisce forse all’anno in cui il vescovo di Castro venne eletto vescovo di Parma. Nello spazio antistante l’eremo è intuibile dalla presenza di essenze commestibili l’esistenza di un orto e di una  sorgente che di certo alimentava una  fontana.

Considerata l’attuale l’impraticabilità degli antichi sentieri che raggiungevano i siti sommariamente descritti è opportuno  far precedere l’escursione da contatti  informativi con il Museo Civico di Ischia di Castro (0761.425400) che abitualmente organizza tali escursioni e mette a disposizione guide pratiche dei luoghi.

Immagini

  • Mappa dell’area
  • Tagliata di San Giuseppe, Pitigliano
  • Eremo di Poggio Conte
  • Affresco della cupola di Poggio Conte
  • Eremo di Ripatonna Cicognina

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Pierluigi Saladini