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RIPULITURA DEL SITO DI PUNTA DELLA VIPERA

 ll Sito archeologico che custodisce le poche tracce del cosiddettoTempio etrusco di Punta della Vipera è ubicato all’altezza del  km 65,400 della SS Aurelia, a ridosso del lato a monte della linea ferroviaria Civitavecchia–Roma.  Si tratta di un modesto santuario a pianta rettangolare (circa 8 per 12 mt)  la cui edificazione,documentata tra il 540-530 a.C., fu sottoposta  ad ampie ristrutturazioni  nel 384 a.C. a seguito dei danni subiti forse nel corso dell’incursione di Dionigi di Siracusa e successivamente nel 264 a.C. al tempo dell’insediamento della vicina Colonia Romana di CastrumNovum.

In origine il tempio era sicuramente riferibilealla Castellina del Marangone, villaggio etruscofortificato risalente all’età del bronzo finale  (1100 a.C.),collocato  sulla vicina collina che si affaccia sul fosso del Marangone.

Da alcune iscrizioni incise su reperti di ceramica si è dedotto che il tempio era dedicato alla dea Menervala Minerva etrusca, alla quale, come attestano alcuni ex voto esposte al museo di Civitavecchia,erano attribuite facoltà risanatrici e di protezione delle nascite

I primi scavi archeologici sul Sito  furono effettuati nel 1777 da G. Torraca per conto dello Stato Pontificio, ma dei risultati conseguiti non si ha oggi alcuna traccia.

E’ ipotizzabile comunque che una parte del sito sia stata sconvolta nel 1859 a seguito  della costruzione della linea ferroviaria. Per l’effettuazione di ulteriori indagini “ufficiali”, diretti dall’archeologo M.Torelli, si è dovuto attendere gli anni 1964-67 con il risultato di individuare tracce della pianta dell’edificio arcaico, un pozzo sacro, un altare del tipo ad U con basamento modanato.

 Nel 1996 il sito, ormai ricoperto da una intricata vegetazione di macchia mediterranea,  fu sottoposto ad una attenta ripulitura da parte dei volontari della sezione S. Marinella del  GAR, (ora Gruppo Archeologico del territorio Cerite - GATC) che riportò alla luce le tracce archeologiche in precedenza individuate.

L’opera di mantenimento si protrasse per alcuni anni per poi lasciare il sito al completo abbandono sino all’attuale mese di agosto 2021 allorché nell’ambito di un progetto UNESCO finanziato dal Comune di Tarquinia alla STAS e al GATC è stato possibile affidare  la ripulitura ad una Ditta specializzata in tale tipo di interventi.

Un lavoro che si annuncia particolarmente oneroso in quanto con il trascorrere degli anni, a partire dal 1996, la natura è tornata ad avvolgere  completamente il Sito rendendone difficoltosa persino la sua individuazione.

 Portata a termine questa ripulitura c’è da augurarsi che si riesca a reperire le risorse necessarie per sottoporre il sito a periodici e  ravvicinati interventi di manutenzione onde evitare di vanificare quanto al momento realizzato.

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Agosto 2021

Pierluigi Saladini

con il contributo del Dott. Flavio Enei