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Un interessante periplo del Lago di Bolsena

Finalmente liberi dalle restrizioni imposte dal Covid e favoriti dalle splendide giornate offerteci da questa gradevole primavera è giunto il momento di uscire all’aperto. Nulla di meglio dunque che visitare il lago di Bolsena (detto anche Volsineo) ed il territorio ad esso circostante che insieme costituiscono la parte più interessante dell’Alta Tuscia per le loro risorse paesaggistiche, storiche  e archeologiche. Il lago, quinto in Italia per estensione, è alimentato esclusivamente dalle piogge ed ha come emissario il fiume Marta che giunge al mare dopo aver lambito gli abitati di Tuscania e Tarquinia. Fanno da corona al lago borghi che vantano antiche origini e strutture edilizie essenzialmente medievali (Capodimonte, Valentano, Gradoli, Grotte di Castro, San Lorenzo Nuovo, Bolsena, Montefiascone ed infine Marta).

Di questi Capodimonte, Montefiascone, Bolsena e Marta vivono in stretta simbiosi con il lago e propongono risorse paesaggistiche, storiche, archeologiche e religiose che di seguito proveremo a sintetizzare iniziando dall’abitato di Capodimonte.

 Sul promontorio che ospita questo grazioso Borgo (da Castrum Capitis Montis) trovarono rifugio a partire dall’ VIII sec. gli abitanti dei piccoli agglomerati rivieraschi per sottrarsi alle scorrerie delle bande  longobarde e successivamente  Saracene. L’imponente rocca ottagonale, che ancora oggi domina dall’alto il borgo che l’avvolge, fu edificata nel 1365 dal duca  di Castro Pierluigi Farnese e ristrutturata nella prima metà del ‘500 da Antonio da Sangallo il giovane su mandato di Alessandro Farnese. Scendendo nella pianura sottostante si raggiunge il porticciolo per imbarcazioni da diporto dal quale ha inizio il vialone chiamato “Le Pioppe” che, seguendo per circa 2 Km  il bordo del lago all’ombra di platani secolari, giunge ai piedi del promontorio di Monte Bisenzio (400 m. s.l.m.). In epoca villanoviana-etrusca (XI sec. a.C.) esso ospitava un abitato tramandatoci con il nome di Bisenzio che in epoca romana fu elevato a Municipio con il nome di Vesentium.

La sua necropoli, costituita da vari tipi di sepolture (a fossa, a pozzetto, a colombaio), ha restituito  preziosi reperti, molti dei quali purtroppo dispersi  in vari musei nazionali e stranieri.Tra i più interessanti: una dentiera d’oro, un paio di sandali snodabili  e poi buccheri, bronzi, urne cinerarie villanoviane e molto altro.

Il promontorio è fronteggiato dall’isola Bisentina che insieme alla Martana impreziosiscono il Lago.

La presenza sull’isola Bisentina di un pozzo profondo oltre 30 metri testimonia che l’sola fu certamente abitata in epoca etrusca – romana e successivamente da genti che vi avevano cercato rifugio dai pericoli provenienti dalla terraferma. L’isola fu possesso della potente famiglia dei Duchi di Bisenzio e a partire dalla prima metà del 1200 dello Stato Vaticano, che sembra utilizzasse il profondo pozzo (la Malta)  per rinchiudervi gli ecclesiasti colpevoli di eresia (Dante Alighieri nel IX canto del Paradiso (versetti 52 e 54) accenna a questo tremendo utilizzo). Dopo molti passaggi di proprietà l’isola  dal 2017 appartiene  oggi alla Fondazione Prof. Luigi Rovati.

Procedendo in senso orario sulla strada, in parte sterrata,  che costeggia la riva del Lago si raggiunge l’abitato di Bolsena, noto per il miracolo eucaristico avvenuto nel 1263  all’interno della Grotta che custodiiva le spoglie di Santa Cristina e alcune sepolture paleocristiane. Accadde infatti che durante la celebrazione della messa,  al momento della consacrazione, alcune gocce di sangue trasudate dall’Ostia caddero  sul corporale  del celebrante, il sacerdote Boemo Pietro da Praga, che in precedenza aveva manifestato qualche dubbio sulla reale presenza di Gesù nell'ostia consacrata. Attualmente il Corporale del miracolo è custodito nella Basilica di Orvieto fatta edificare nel 1290 da papa Niccolò IV.

 Negli anni successivi la Cappella del Miracolo eucaristico e la Grotta della Santa furono  inglobate nella splendida Basilica di Santa Cristina. In particolare nella Grotta una icona in terracotta rappresenta la santa giovanetta adagiata a fianco del masso usato per affogarla nelle acque del lago non avendo voluto rinnegare la fede cristiana al tempo delle persecuzioni di Diocleziano. Poiché la grossa pietra non riuscì miracolosamente a trattenere  la giovanetta sottacqua per ucciderla fu necessario ricorrere al lancio di alcune frecce.

Sotto l’aspetto prettamente vacanziero (la popolazione nel periodo estivo sale da 4 mila a oltre 10 mila abitanti)  Bolsena presenta risorse paesaggistiche interessanti e un ammirevole lungolago attrezzato. Il suo centro storico è caratterizzato dalla Rocca Monaldeschi fatta edificare  nel 1156 da  papa Adriano IV che volle fortificare i borghi situati sulla Cassia a difesa delle incursioni barbariche.

Altri interessanti edifici storici sono  il Palazzo Monaldeschi, aperto alle  visite,  il Palazzo dei Principi del Drago, uno dei palazzi cinquecenteschi meglio conservati del Lazio, la Fontana di San Rocco fatta erigere dal cardinale Giovanni de' Medici  (l'acqua che vi sgorga è ritenuta miracolosa e per questo benedetta ogni 16 di agosto) ed ancora il Palazzo Caposavi di origine cinquecentesca che venne ristrutturato nel settecento sotto la direzione dell'architetto Domenici.

Procedendo ancora lungo il perimetro del lago si raggiunge l’abitato di Marta ubicato in quella  parte del lago nel quale si origina il Fiume omonimo alimentato dalle acque del lago eccedenti il livello medio.  L’abitato, le cui origini sembrano risalire al X sec.d.C., fece parte per molti secoli del Patrimonio di San Pietro, anche se intervallati da periodi di sottomissione  alle  potenti famiglie del contado quali i Vico, gli Orsini,  i Farnese ed i Castro.

Il centro del gradevole Borgo è dominato da una  maestosa torre  che insieme alle porte e a parte della cinta muraria rappresenta quanto rimane  della Rocca fatta costruire da Papa Urbano IV  nel XIII sec. .  

  Usciti dal centro storico dell’abitato e costeggiando il lago,  si raggiunge il pittoresco Villaggio dei Pescatori costituito da case vivamente colorate sul davanti delle quali trovano ricovero le caratteristiche imbarcazioni dei pescatori e le relative  reti stese ad asciugare.

Di fronte all’abitato di Marta a non molta distanza dalla riva  si staglia l’Isola Martana, la più piccola delle due isole del lago. Storicamente nota per aver custodito per qualche tempo   le spoglie di Santa Cristina, onde evitare  che  cadessero preda degli invasori barbari. L’isola fu anche testimone della tragica morte di Amalasunta, la regina dei Goti, che dopo essere stata portata sull'isola con l'inganno, vi fu trucidata dal cugino Teodato il 30 aprile del 535. Una targa posta nella parte orientale dell'isola ricorda l’evento. L'isola, un tempo sede di un convento degli Agostiniani, attualmente é proprietà privata e quindi di difficile ingresso; tuttavia é possibile circumnavigarla da presso con un battello turistico che nel periodo estivo parte dagli attracchi di Capodimonte e di Bolsena.

 Termina qui la nostra sìntesi di un insieme di luoghi che meritano assolutamente di essere visitati.

Immagini:

  1. Capodimonte
  2. Cappella del Miracolo e Bolsena
  3. Marta e Villaggio dei Pescatori

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Giugno 2021

Pierluigi Saladini

 

 

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