Assign modules on offcanvas module position to make them visible in the sidebar.

Main Menu

A A A

I BAIOCCHI

___________

Calabrese di nascita e Santamarinellese d’adozione, il Signor Carmine Costanzo  ha recentemente pubblicato un libro frutto  dell’interesse ”numismatico” coltivato sin dalla giovane età  a seguito del ritrovamento, quasi per caso, di un paio di “baiocchi” custodi in un barattolo, insieme ad altre monetine,  dal proprio nonno. L’interessante opera, che riporta le immagini e la dettagliata descrizione “tecnica” di ciascuna delle  monete raccolte  nel corso degli anni, è articolata  nell’ambito di due momenti critici  della millenaria storia di Civitavecchia. In particolare l’autore si sofferma sull’attivazione in città della Zecca  disposta  da Papa Pio VI  con un chirografo del 12 marzo 1796 e, con un salto di qualche secolo, sulla descrizione della nascita della Repubblica dei Ragazzi, con specifico riferimento alle sue finalità sociali, alla sua organizzazione e alla tipologia della moneta spendibile all’interno di quella  complessa e benemerita struttura.

L’esigenza di autorizzare l’apertura di Zecche (quella di Civitavecchia  coniò Baiocchi di vario valore)  in varie città dello Stato Pontificio fu motivata  dalla rarefazione della moneta metallica a causa  degli ingenti esborsi dell’erario per fronteggiare varie esigenze, quali  l’incremento     delle spese militari, i lavori di bonifica delle paludi Pontine  e non da ultimo  conseguenti alle “manie

culturali” di Pio VI. Spese che divennero insostenibili  con l’entrata in Italia delle truppe francesi di Napoleone (aprile 1796)  che imposero allo Stato Vaticano un armistizio (detto di Bologna) particolarmente oneroso  e successivamente violato con l’occupazione di Roma che comportò un esborso complessivo di 32 milioni di scudi d’oro,  oltre alla consegna di centinaia di preziose opere d’arte .Tali esborsi, che Pio VI tentò di fronteggiare spogliando le chiese dei loro arredi preziosi e sollecitando la popolazione a versare contributi volontari, provocarono la svalutazione della moneta cartacea (Cedule) in quanto non più coperta dalla  valuta aurea ormai introvabile.

Nell’introduzione al primo argomento l’Autore ripercorre in un paio di pagine che evidenziano la sua ottima capacità di sintesi, gli avvenimenti che hanno coinvolto lo Stato Pontificio e  Civitavecchia nel periodo di attività della zecca: l’occupazione di Roma da parte delle truppe francesi, la decadenza del potere temporale del Papa ed il suo arresto, la proclamazione della Repubblica Romana, la spedizione d’Egitto che comportò la distruzione della Marina Pontificia e molti lutti alla città di Civitavecchia. La Zecca di Civitavecchia, così come quelle analoghe aperte nel territorio, furono  chiuse ufficialmente nel 1797,  anche se per far fronte alle esigenze delle municipalità stremate  dalle requisizioni e depredazioni continuarono ancora per qualche tempo a coniare monete di rame (dette Madonnine).

Nella seconda parte del suo pregevole lavoro l’Autore ha continuato a descrivere monete, ma nell’ambito del Villaggio del Fanciullo (successivamente Repubblica dei Ragazzi) realizzato in parte sulle strutture dell’azienda agricola  di Alberto Stefani, Senatore e Ministro del primo periodo fascista, ubicata tra Civitavecchia e Santa Marinella in prossimità della foce del Torrente Marangone. Il villaggio nasce nel 1945 come centro di accoglienza per ragazzi vittime di guerra e fu gestito  con il sistema pedagogico dell’autogoverno, cioè prevedendo le cariche istituzionali  di   Sindaco, Assessori e Tribunale ed un modello scolastico dell’avviamento professionale basato sulla disponibilità di laboratori vari. Non mancava ovviamente una Banca e una valuta interna denominata “Merito”.

La monetazione,  dopo un periodo di avviamento  nel quale si utilizzarono tappi metallici di bottiglia e dischetti di alluminio impressi su una sola faccia, a partire dal 1955 si adottarono monete  coniate dalla Zecca Italiana (6 pezzi in lega di alluminio, magnesio e manganese e 2 d’argento). L’unità di misura continuò ad essere il “Merito” spendibile nei negozi del Villaggio con il quale la Banca cambiava i buoni lavoro  acquisiti dai ragazzi durante la giornata per le prestazioni di lavoro fornite. Nel suo libro l’Autore illustra con particolare dettaglio le quattro fasi della monetizzazione che dall’originale tappo metallico di bottiglia  riesce a conseguire una notevole importanza artistica.

Tutta questa organizzazione – conclude l’Autore a chiusura del suo lavoro - è entrata in crisi  con l’entrata in vigore della legge 141/2001 che ha cancellato il sistema pedagogico dell’autogoverno in uso nel Villaggio sostituendolo con una organizzazione basata su “gruppi di appartamento” ed una istruzione scolastica di tipo statale. Un grave danno per giovani ai quali, all’uscita dall’istituto, è venuta a mancare quell’esperienza lavorativa indispensabile  per entrare nel mondo del lavoro.

A questa criticità si è in piccola parte  ovviato con l’aiuto della Fondazione Angelo e Mafalda Molinari che ha permesso di impartire ai giovani  nozioni di cucina, pizzeria e pasticceria.

Nel contempo, per favorire la gestione interna (attualmente 5 gruppi appartamento),  sono state riprese varie  funzioni di autogoverno  quali la nomina per votazione di un Sindaco e della sua giunta e un Assemblea. Si è provveduto anche a ripristinare un servizio bancario che pur conservando l’antico ”Merito” è gestito in modo virtuale.

Da notare- conclude l’Autore – che con fondi forniti da una Fondazione Statunitense è stato possibile riprendere la manutenzione delle infrastrutture in parte non effettuata con l’entrata in vigore della legge 140/2001 per carenza di fondi e riduzione del numero dei ragazzi ospiti.

 ____________
Pierluigi Saladini, Segretario GATC

Ottobre 2020

Estratto dal libro “I Baiocchi” di Carmine Costanzo