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Un Sito archeologico da visitare

Di seguito una breve descrizione di un sito archeologico che mia moglie ed io abbiamo avuto occasione di visitare in Abruzzo durante una breve vacanza concessaci per rimetterci in sesto dopo la lunga quarantena impostaci  dal Covid-19.

Il sito è quello di Alba Fucens, colonia romana di diritto latino dedotta nel 303 a.C., per evidenti esigenze di controllo del territorio circostante in precedenza abitato dal popolo degli Equi e dei Marsi. Nel particolare la Colonia, popolata da circa 6.000 coloni,  fu edificata su un pianoro strategico delimitato da tre colline a ridosso della via Tiburtina Valeria e prossime al monte Velino e al lago del Fucino (dal latino Fucens), oggi prosciugato.

 Un territorio che oggi rientra nel Comune di Massa d'Albe (AQ) non distante dal piccolo  borgo di Albe nuova.

 La Colonia fu testimone di molti eventi della Storia di Roma;  in particolare nella seconda guerra punica fornì a Roma un robusto contingente di legionari, nella ribellione dei popoli italici rimase fedele a Roma e per questo ai suoi abitanti fu concessa la cittadinanza romana. Nel conflitto fra Silla e Mario, parteggiò  per Mario tanto che al termine dello scontro fu costretta dal vincitore   Silla a cedere parte del suo territorio ai suoi veterani. Coinvolta nel conflitto fra Cesare e Pompeo, ospitò una guarnigione di sei coorti pompeiane agli ordini di Lucio Domizio Enobarbo che poi  passarono a Cesare.

La Colonia era difesa da una possente muraglia lunga circa 3 chilometri costruita con massi poligonali ben lavorati che avvolgeva un abitato articolato in assi stradali tipici delle fondazioni latine. L’abitato ebbe una lunga e prospera vita che si spense probabilmente nel V-VI sec.d.C..

Gli scavi archeologici su questo sito sono stati condotti  per un trentennio (dal 1949 al 1979)  da archeologi belgi dell'Università Cattolica di Lovanio. Ulteriori ricerche sono state condotte a più riprese  a partire dal 2006 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo che al momento sta conducendo lavori di mantenimento ed ampliamento di alcuni scavi.

Il Sito oggi visitabile è costituito da un’ampia porzione dell’originale abitato delimitata da due vie parallele: la cosiddetta via dei pilastri (caratterizzata dalla presenza di un tipico attraversamento pedonale) sulla quale si affaccia una schiera di tabernae e la via del Miliario così chiamata per la presenza di un cippo che indicava  la distanza del Municipio da Roma  (68 miglia romane pari a circa 100 Km).  

Nel cuore dell’abitato sono visibili tracce del forum (142 metri di lunghezza per 43,50 di larghezza) su cui si affacciano vari edifici pubblici quali la basilica nella quale si trattavano gli affari e si amministrava la giustizia, il mercato (macellum), le terme edificate in epoca tardo repubblicana e ampliate in epoca imperiale. Ed ancora un modesto sacello dedicato ad Ercole, poche tracce della cavea  del teatro romano al quale si accedeva dalla via dei Pilastri e un’ampia Domus addossata alla via del Miliario contigua ad altre tracce di edifici.  

Discosto dalla città di qualche centinaia di metri si apre un anfiteatro che poteva ospitare circa 1000 spettatori.  

La struttura ha una forma ovale (96 x 79 metri) ed è caratterizzata da due monumentali porte d’accesso. Fu realizzata dal Prefetto del Pretorio Nevio Sutorio Macrone, nativo del luogo, che entrato in contrasto con l’Imperatore Caligola  nel timore di essere espropriato dei suoi beni preferì venderli per costruire l’opera. In particolare poiché l’area scelta per la costruzione era occupata da  una sua domus non esitò a farla abbattere.

Sul punto più alto della collina che si erge all'estremità occidentale dell'abitato fu edificato un grande tempio dedicato ad Apollo  sul cui basamento, in epoca cristiana (IX  sec.), fu edificata dai monaci dell'abbazia di San Clemente a Casauria la chiesa di San Pietro in Albe, unica chiesa monastica in Abruzzo nella quale  la navata centrale è separata da quelle laterali da colonne. Gravemente danneggiata dal terremoto di Avezzano del 1915, a cominciare dagli anni Cinquanta la chiesa è stata completamente ricostruita con esclusivo materiale di recupero.

 Al momento la chiesa non è visitabile per mancanza di personale di sorveglianza mentre sono in corso lavori di restauro della canonica  destinata ad ospitare i reperti archeologici recuperati negli scavi del sito di  Alba fucens.

 

 Conclusa la visita al sito di Alba fucens è opportuno raggiungere la vicina collina di San Nicola sulla quale in epoca medievale (XIV secolo) fu edificato il Borgo di Albe dominato dall’imponente  Castello degli Orsini  e impreziosito dalla chiesa di Santa Maria.

 

Il terremoto del 1915 distrusse il Castello ed il Borgo che fu abbandonato dai suoi abitanti che si trasferirono più in basso dando vita ad un nuovo Borgo con relativa chiesa, chiamata di San Nicola in Albe, la cui facciata è stata realizzata  con i materiali recuperati dalla distrutta chiesa dell’antico Borgo.

                                                                                                                   Ruderi dell'antica chiesa

                                                                                                                          di S.Maria in Albe.

                                                                                                                              

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 Giugno 2020

Pierluigi Saladini