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Ultima gita con gli ex colleghi prima della quarantena (febbraio 2020)

Meta: Assisi e Spello, San Francesco e Pinturicchio.

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Dopo la visita alle due Basiliche, superiore e inferiore, già deserte per  i primi allarmi di pandemia, Santa Maria degli Angeli, la Porziuncola e altri luoghi francescani, tra cui il ‘Sacro Tugurio di Rivotorto’, proseguiamo per Spello a cui dedicheremo tutto il secondo giorno, domenica.

La Spello romana ‘Colonia Julia’, circondata dalle Mura Romane, con le loro tre porte: sulla Via Roma la Porta Urbica, sulla Piazza del Mercato la Porta Consolare, adornata di statue, e infine la Porta Venere, dalle caratteristiche ‘Torri di Properzio’ a base dodecagonale.  

Poi la Spello rinascimentale e ‘cortese’, del Pinturicchio e del Perugino, culminante nella Chiesa di S. Maria Maggiore con lo splendore della Cappella Baglioni: l’Annunciazione, la Natività, la Disputa di Gesù                                                                                                                                                                                           Porziuncola di Assisi

con i Dottori, le quattro Sibille. Pare che a destra, nella cornice architettonica dipinta, il pittore ci abbia lasciato il suo autoritratto. Infine, attraverso vicoli traboccanti di fiori, arriviamo alla Chiesa di Porta Consolare di Spello      Sant'Andrea Apostolo, che custodisce un altro capolavoro del Pinturicchio e aiuti: la Madonna in trono e santi.

Prima della ripartenza, un fuori programma archeologico: la Villa dei Mosaici di Spello, tecnologicamente musealizzata, ma senza interferire con l’ambiente e il paesaggio circostante. Un tripudio di mosaici, in cui prevale il tema del vino, delle messi, della caccia e quindi del cibo e del  convivio in genere, ma anche anfore, figure umane nell’atto di mescere e di mietere, animali,   selvatici e domestici, geometrie raffinate, allegorie delle stagioni, ambienti per il riposo e per il convivio tra cui uno che doveva essere riscaldato. Scoperta quasi casualmente nel 2005, i pregevoli mosaici sono stati recuperati all’antico splendore, grazie ad una accurata opera di restauro.

Vicolo di Spello                            Del grande complesso architettonico di età imperiale sono venuti alla luce venti ambienti, molti dei quali arredati da meravigliosi tappeti di mosaico; probabilmente l’edificio è il risultato di due distinte fasi costruttive: la prima di I° secolo, in età augustea (27 a.C.-14 d.C.), la seconda di  tra il II e il III secolo d.C. L'ambiente principale della Villa è il triclinio, la cui decorazione è incentrata su Bacco, la vendemmia e il vino, versato fino a traboccare. Ma quella che rimane più impresso è la stanza del ‘sole radiante’, incluso in un ottagono centrale, che irraggia e dà vita a vegetazione e animali. Anche se non sono rimaste tracce di colonne, si presume che la villa fosse dotata di un peristilio, in cui l’ignoto proprietario e i suoi ospiti potevano tranquillamente passeggiare, dedicandosi alla conversazione.

Per maggiori informazioni, si può visitare il sito: https://www.villadeimosaicidispello.it

 Luciana di Febo

Giugno 2020