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TOMBAROLI AL laghetto di  CERVETERI: incontri ravvicinati.

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I predatori dell’Arte Perduta e’ il titolo di un libro di Fabio Isman del 2009 con la storia dei saccheggi dell’ archeologia in Italia. Una interessante mostra ancora visitabile  a Cerveteri ha per titolo “Il Patrimonio ritrovato a Cerveteri. I predatori dell’Arte… Le storie del recupero”.   

Su Rai1 una puntata del 6 Giugno 2018  di  PETROLIO condotta da Duilio Giammaria aveva per titolo  “Ladri di Bellezze” .Il 01 Dic 2018   il col.  Alberto Deregibus, Vice Comandante dei Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale   ha illustrato i compiti e le eccellenze del nucleo TPC dei carabinieri nella lotta al crimine archeologico internazionale  basandosi anche su un data base, accessibile a tutti, di migliaia di opere trafugate .

Una volta i cercatori clandestini di tombe venivano chiamati semplicemente Tombaroli, ed esistono ancora in piena operatività..

Ne sanno qualcosa quelli dell’Universita’ della Tuscia che nella necropoli di Monte Abatone, a Settembre  di quest’anno, hanno scavato con metodo stratigrafico una grossa tomba a camera con il suo tamburo e una struttura architettonica articolata del VI sec a.C., ma che riguardo ai reperti si sono  dovuti accontentare di quel poco che è rimasto dopo due successive razzie.

Fin da quando abbiamo iniziato, con i volontari del GATC,  la ripulitura dell’area del laghetto nella necropoli della Banditaccia in precedenza scavata (fino al 1970) dalla fondazione Lerici e poi improvvisamente abbandonata, avevo notato la presenza di improbabili cercatori di asparagi che si muovevano in coppia con un tre asparagi in mano;, ma che dall’aspetto cupo tutto potevano sembrare tranne che cercatori di asparagi . Il presidio del territorio veniva anche assicurato da una macchina sempre presente al parcheggio della Banditaccia anche quando arrivavo prima delle 8 della mattina ; esplicite minacce di ritorsioni sono rimbalzate anche sui giornali e, nei primi giorni di lavoro c’era stato anche un tentativo di approccio diretto. I primi tempi anche un elicottero dei carabinieri del nucleo TPC ci aveva sorvolato per 10 minuti.

E’ molto recente  un ritrovamento di una tomba a camera del VI secolo scavata e saccheggiata ai margini dell’ area delimitata nella  necropoli del Laghetto. In base alla profonda buca scavata e’ chiaro il metodo utilizzato dai tombaroli per individuare la tomba .

Viene utilizzato un tondino in ferro  a punta chiamato spido o furino di varie altezze  e alla cui estremità c’è saldato un manico di ferro per favorirne la presa. Con questo arnese i tombaroli saggiano il terreno utilizzandolo come una specie di georadar manuale, infatti in base alle vibrazioni che vengono trasmesse dal terreno, sono in grado di riconoscerne la consistenza.. Localizzato l’architrave di una camera, scavano una buca larga quanto basta per calarsi dall’alto sul blocco che ostruisce l’ingresso.
E’ capitato  di frequente di trovare terra movimentata anche in luoghi impensati  e  abbiamo anche ritrovato 3 spido rudimentali. Uno spido professionale con punta a widia e’ stato ritrovato  questa estate da funzionari della sovraintendenza, confezionato da qualche artigiano specializzato di Cerveteri.

 A Santa Marinella ha la villa Giacomo Medici, detto Giacomino per chi lo conosce, 80 anni d’età. Medici era un nome in Maiuscolo nel famoso organigramma di Pasquale Camera (Pasqualino) sequestrato dai carabinieri dopo il suo decesso  in un incidente di auto nel 1996 e che indicava tutti i nomi di tombaroli,ricettatori e grossi commercianti internazionali di opere d’arte.  

In minuscolo e decentrato nello schema di Camera compare  il nome di Dino Brunetti da Gubbio , pioniere del calcio a Cerveteri,  diventato poi presidente della locale squadra di calcio, “persona buona e sensibile “ deceduto a 76 anni nel 2012.

 Nel 2006 un libro di Watson e Todeschini :”The medici Conspiracy “ descrive “the illicit journey of looted antiquities from Italy’s tomb raiders to the world’s greatest museums”

Medici e’ quello che nel 1971 ha ricettato per 90 milioni di lire  il vaso di Eufronio e rivenduto al Met di New York per un milione di dollari (620 milioni) e anche quello che ha ricettato e rivenduto a pezzi la grande  Kylix di Eufronio (46,5 cm di diametro) al Paul Getty museum  ricavando milioni di lire per ogni frammento.

Un altro frammento di quella kylix era stato denunciato da due persone che hanno dichiarato di averlo rinvenuto casualmente. In realtà, i due lo avrebbero trovato nel corso dell'attività di volontariato svolta con il gruppo archeologico che scavava nell'area di Cerveteri, in località Sant'Antonio, ma la falsa dichiarazione avrebbe permesso loro di intascare la ricompensa prevista in questi casi. Smascherati dai Carabinieri, le loro abitazioni sono state perquisite permettendo il recupero anche di altri reperti mai denunciati, provenienti dall’Etruria meridionale, da Apuleia, Campania e altre aree geografiche, per un valore di 1 milione di euro .

Medici ha concluso il processo civile a suo carico con un accordo con il direttore del Mibac che lo ha anche ringraziato per la sua decisione di lasciare allo stato tutti i  reperti sequestrati nel 1995 al porto franco di Ginevra. Medici e’ dunque diventato un benemerito, un po’ come quel famoso Omero, l’ultimo etrusco di Tarquinia, deceduto nel Novembre del 2018.

In definitiva  i tombaroli sono ladri o eroi ?

 Vivono di quel mestiere sgradito, non accettano di essere definiti “ladri di tombe”, e nell’inerzia degli scavi ufficiali si considerano i veri ricercatori. Lanciano pesanti accuse agli archeologi da cattedra e rifiutano l’etichetta di dissipatori del patrimonio artistico. Parlano di kylix, aryballos, askos, lacrimini, oinonochoe e patère con una competenza superiore agli specialisti.

Certo quei vasi, quei buccheri finiranno sugli scaffali di qualche appassionato o nelle vetrine di qualche museo straniero; ma, a pensarci bene, non potrebbe essere questa una sorte, per certi versi, migliore di quella di stare sottoterra o custodirli in qualche deposito sotterraneo di museo italiano?

 I racconti dei tombaroli, ripresi in diverse pubblicazioni su  internet, lasciano affascinati  in quanto “ non a tutti”  e’ dato di aprire una tomba e vedere il corpo di un guerriero un attimo prima che si dissolva all’aria.

 Per questo mentre sto’ svuotando per l’ennesima volta la tomba 290 della Necropoli del Laghetto dall’acqua piovana, non so se odiarli o invidiarli.

 

Luigi Patera

Socio del GATC

24 dicembre 2018