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“L’occhio vede quello che la mente conosce” (J.W. GOETHE)

Un grave colpo alle mie aspirazioni  archeologiche arrivò quando il mio amico  Valentino mi mostro’ una pallina nera bucata ritrovata sulla battigia di Santa Severa durante il nostro lavoro di pulitura delle mura romane del castello di Santa Severa. “ Manico di padella o pomello di caffetteria napoletana !! “  avevo sentenziato.

Flavio invece appena vide la pallina la classifico’ come “fuseruola in ceramica  italica del IX sec A.C.”  mettendola poi in sicurezza insieme a un peso da telaio fittile che avevo trovato nella stessa zona.

Le fuseruole (o fuserole o fusaiole) hanno le dimensioni di piccole noci molto spesso in ceramica scura   a forma biconica  scanalate e bucate.  Nell'età del ferro sono molto numerose nelle sepolture dei popoli italici.

Fuserole  in vari materiali venivano usate fin dal periodo neolitico. Oltre che in  terracotta anche di pietra ,di corno , di legno, di osso, d'ambra e di pasta vitrea colorata e anche di metallo (bronzo, piombo)   

Erano utilizzate per la filatura come volano per bilanciare il fuso realizzato in legno e regolarne il movimento rotatorio per l’intreccio dei fili.                                          

Le fuserole si ritrovano di frequente  nelle sepolture femminili, in cui erano deposte insieme al fuso in legno  come simbolo delle attività della donna all'interno  della casa. Potevano comparire anche in sepolture maschili come offerte simboliche della compagna oppure perché il defunto  svolgeva esso stesso lavori di filatura (da non escludere ). Analogamente i coltelli nelle sepolture etrusche femminili indicavano il compito domestico del taglio della carne da parte delle donne.

 Nelle tombe etrusche sono anche  frequenti i ritrovamenti di  fuserole in faience egiziane utilizzati più verosimilmente come grani di collane

 Tra il   XIV e il XVII secolo le fuserole venivano smaltate e decorate e nella parte centrale erano impressi il nome e un  pensiero di augurio per la donna a cui venivano donate.

In definitiva quell'evento mi ha fatto comprendere che : "L'archeologo é quello che sa vedere dove l'occhio dell'inesperto sa solo guardare", anche se a mia scusante possso dire che a quel tempo io conoscevo solo fuserole del '500 fatte a Deruta....tanto che ne avevo regalate a mia moglie una collana di quelle a lustro fatte da un mio amico di Gubbio.

Ora ne so qualcosa di più !

 

Testo elaborato 

                                                                       da  Luigi Patera