Assign modules on offcanvas module position to make them visible in the sidebar.

Main Menu

A A A

L’antica Cerveteri e’ famosa per la sua produzione di ceramiche.

Alcuni tipici prodotti denominati come ceretani sono : le hidriai, le lastre dipinte, i phitoie, i braceri decorati a cilindretto, i piatti degli aironima e soprattutto, va ricordato, che  Cerveteri invento’ “il bucchero”.

Si tratta come è noto di una ceramica nera, anche in frattura e lucente all’esterno. La prima produzione del VII secolo a.C. era di spessore sottile ed elegantemente incisa. Successivamente la produzione si estese a tutta l’Etruria, ma con il passare del tempo  il bucchero divenne pesante o grigiastro. Dalle officine ceretane sono usciti piccoli e grandi oggetti molto fini e attualmente purtroppo molto apprezzati dai collezionisti americani che “cercano solo quelli !” sul mercato clandestino.

Sulla tecnica di produzione del bucchero si e’ fatta molta confusione, tanto che  in un noto libricino del GAR (Il bucchero etrusco di Emilio Camerini) se ne citano 6 possibili metodi. Agli inizi del  900’ a Gubbio il marchese Polidoro Benveduti riscoprì la tecnica per la fabbricazione del bucchero e attualmente posso dire che Gubbio è la capitale del bucchero, vi sono infatti molte botteghe che producono oggetti di stile moderno facendo anche uso di decorazioni in oro zecchino. Un artigiano di Gubbio mi ha spiegato il procedimento per creare un bucchero.

Si parte da normale argilla depurata (magari più rossa perchè ricca di ossidi di ferro) che viene formata al tornio ed eventualmente incisa con decorazioni e fatta essiccare risultando di colore grigiastro.

Gli oggetti vengono poi lucidati in superficie con un legnetto di bosso (che non contiene nodi), quindi vengono posti in un contenitore di ceramica refrattaria o metallico riempito poi di sostanze che producono fumo (segatura, carbonella di legno, trucioli di legno ,..sterco di pecora) che viene poi sigillato .

 A questo punto il contenitore viene introdotto in un forno normale a 700-800 gradi.

Le sostanze all’interno bruciano producendo fumo in atmosfera fortemente riducente che provoca l’annerimento del pezzo per la trasformazione dell’ossido di ferrico (ematite) in ossido ferroso (magnetite) inoltre per un processo chimico il carbonio penetra nella struttura porosa della ceramica provocandone l’annerimento interno.

A raffreddamento completato il pezzo viene pulito e ulteriormente lucidato con stoffe morbide. Il controllo di questo processo di ossido-riduzione è alla base anche di tutte le produzioni di ceramiche attiche a figure nere e rosse.

Tecniche di ossido-riduzione ancora più sofisticate hanno permesso agli arabi nel IX secolo d. C. di produrre ceramiche a lustro dai riflessi color oro.

Nel 500 Mastro Giorgio da Gubbio con la cottura a terzo fuoco al fumo di ginestra produsse la magia del riflesso  oro e rubino ottenuti  dalla riduzione di ossidi di argento e di rame  (ma di questo vi parlerò un'altra volta).

    Testo elaborato

   da Luigi Patera

__________

Bibliografia

Ninina Cuomo di Caprio:  Ceramica in archeologia 2. L'Erma di   Bretschneider, Roma 2007
Ninina Cuomo di Caprio:  La Galleria dei falsi,  L'Erma di Bretschneider, Roma 1993
Emilio Camerini: Il bucchero etrusco. Gruppo Archeologico Romano, Roma 1985